Il 28 maggio 2009 Microsoft presenta ufficialmente Bing, il nuovo motore di ricerca che ha il compito, anzi l’obbligo, di proporsi come competitor di Google, il cui lancio online è schedulato per il 3 giugno 2009. Già dopo il primo utilizzo apparve evidente che non si trattava di un semplice restyling grafico ma di un profondo rinnovamento della tecnologia alla base del search engine di BigM. L’home page, completamente rinnovata, rendeva decisamente più accattivante l’utilizzo di Bing grazie alle immagini di sfondo che cambiano ogni giorno, ma la vera innovazione era rappresentata dalla SERP, completamente ridisegnata in funzione di una maggior flessibilità nella presentazione dei risultati.

Lo sforzo di Microsoft per garantire lo stato dell’arte nelle tecnologie di ricerca è evidente: l’integrazione di Powerset, società statunitense acquisita nel luglio del 2008 per 100 milioni di dollari e specializzata nel campo della comprensione del linguaggio, consente a Bing di offrire risultati con una più alta pertinenza in funzione delle ricerche degli utenti.
L’acquisizione di Ciao, concretizzatasi nell’ottobre 2008 per 486 milioni di dollari, leader in Europa nel settore della comparazione dei prezzi e dello shopping online, ha consentito a Microsoft di rendere disponibile in 7 paesi europei (Olanda, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Italia, Germania e Svezia) un vasto catalogo di prodotti online e di relative recensioni, al pari di quanto avviene nella sezione Shopping americana. Ulteriori innovazioni sono i Web Groups, raggruppamenti di risultati a seconda delle ricerche più frequenti, le Instant Answer, risposte immediate a ricerche specifiche, i Quick Tab e l’Explore Pane che rendono più semplice affinare la ricerca sui risultati già ottenuti.
Tutto questo ha portato Microsoft a creare finalmente il suo primo vero motore di ricerca. Era il 2009.
Ma la storia di Bing è molto più complicata. Facciamo un salto indietro nel tempo.
Siamo nel 1998. L’anno in cui vedeva tristemente la luce MSN Search, il primo motore di ricerca targato Microsoft. Ma dovevano trascorrere ancora 6 anni prima che Microsoft stessa credesse veramente in questo nuovo modello di business, principalmente grazie a Google e alla sua enorme penetrazione nel mercato, e abbandonasse i vecchi partner (Overture, Looksmart e Inktomi) a favore di una tecnologia di ricerca proprietaria. Nasceva così, l’11 settembre 2006 Live Search.

Come già avvenuto in passato Microsoft ha caparbiamente deciso, anche nel settore dei search engine, di ribadire gli stessi grandi errori commessi in altri ambiti (vedi Intenet, Windows e DOS): Live Search non solo non ha mai rappresentato una vera alternativa a Google ma è risultato anche poco utilizzabile sotto molti punti di vista, non ultimo quello dell’advertisement.

A questo proposito venne diffuso uno studio molto interessante della società canadese Enquiro relativo al “golden triangle” (triangolo d’oro) che dimostra come MSN, raffrontato a Google e Yahoo risulti il meno performante dei tre motori di ricerca con evidenti problemi nella rappresentazione dei top ads che risultano poco rilevanti e decisamente troppo invasivi; come se non bastasse anche i risultati organici soffrono di un rendering troppo approssimativo e non attraente per l’utente finale. E in tutto questo non stiamo parlando della qualità dei risultati.

Torniamo al 2009.
Lo scenario tecnologico nel settore dei search engine cambia radicalmente: a fronte di un predominio assoluto di Google, Microsoft sembra l’unica in grado di proporre una valida alternativa attraverso Bing. In questo contesto le varie acquisizioni degli ultimi quattro anni (alcune delle quali già citate in precedenza) e l’accordo epocale con Yahoo rappresentano tasselli importanti di una strategia volta a guadagnare punti percentuali in un mercato sempre più difficile.
Se da un lato Yahoo sarà libera di gestire il livello “presentation” dei risultati, l’algoritmo di ranking di Bing non potrà che trarre enormi giovamenti dall’incremento considerevole del numero di ricerche; la sostituzione della piattaforma di advertisement di Yahoo con quella di Microsoft porterà nel giro di alcuni anni (viene ipotizzata una migrazione totale di tutta la parte di backend per fine 2012 a eccezione del Gaippone dove c'è il "problema" per Microsoft dell'accordo tra Yahoo e Google, ancora in fase di studio dai legali delle tre società) alla strutturazione di una valida alternativa a Google anche nel settore della pubblicità online.
E’ fondamentale sottolineare la differenza, non solo in termini di elementi grafici, ma di indici e quindi di conseguenze di risultati tra la versione inglese e quella italiana di Bing.


Come Google anche Microsoft predilige introdurre le nuove funzionalità prima sulla pagina inglese e poi su quelle internazionali. Ma stupisce anche la qualità (maggiore) dei risultati della prima se raffrontati con la seconda.
Per selezionare la pagina inglese sarà sufficiente cliccare sul link “Italia” in alto a destra e scegliere “Stati Uniti – Inglese”. Se poi volete che vengano visualizzati solo risultati in inglese e italiano andate su Preferenze (sempre in alto a destra) e selezionate le lingue desiderate.
Ma torniamo a noi.
Siamo nel 2011. Adesso.

Microsoft ha investito miliardi di dollari in Bing registrando perdite per circa 5,5 miliardi dal suo lancio. Nonostante questo dato Bing ha raggiunto circa il 29% del mercato negli Stati Uniti (dato tratto dalle statistiche mensili di agosto 2011 di Experian Hitwise) con una suddivisione tra Bing e Yahoo rispettivamente di 13,10% e di 15,89%.

Nello stesso periodo Google ha fatto registrare un ragguardevole del 65% che però è il risultato di un lento ma graduale calo dall’originale 78% del 2009. La lenta crescita di Bing non si è mai arrestata dalla sua apparizione sul mercato facendo registrare un incremento nel 2010 del 29% rispetto al 2009 (dato di ComScore). Ovviamente l’accordo tra Yahoo e Microsoft non si è tradotto semplicemente con un aumento della quota di mercato delle ricerche “Bing powered” ma con una qualità superiore dei risultati.
E per il momento stiamo parlando di un motore di ricerca che non ha ancora fatto registrare dati significativi nelle ricerche da dispositivi mobile.
Ma in futuro è difficile pensare che Windows Phone possa far registrare dati di vendita peggiori di quelli attuali, anzi con il rilascio previsto a giorni dell’update Mango e con l’imminente disponibilità di nuovi dispositivi da parte di tutti i più grandi produttori (Nokia incluso) la fascia delle ricerche mobile farà registrare un significativo incremento.

Un ruolo importante verrà giocato anche dal nuovo Windows 8, che grazie all’interfaccia Metro potrà risultare interessante anche per il mondo dei tablet.
Microsoft ha comunque giocato molto bene le sue carte sinora: il suo motore di ricerca è attualmente l’unico autorizzato da Twitter all’uso dei dati per le ricerche in tempo reale ed è il motore ufficiale per tutte le ricerche effettuate da Facebook.
E l’incremento di funzionalità è in continua crescita: sono di recente introduzione gli Action Buttons e la ricerca adattiva. Il primo consente di ottenere dei link significativi in relazione alla ricerca appena effettuata (per una compagnia aerea si possono ottenere gli Action Buttons dei voli, dei bagagli e degli aeroporti). Gli Action Buttons saranno presenti in 7 categorie specifiche: compagnie aeree, corrieri, ristoranti, banche, noleggio macchine, alberghi e siti per il download del software.

La ricerca adattiva consente all’algoritmo di ricerca di tenere in considerazione il percorso dell’utente all’interno del motore di ricerca e le sue ultime ricerche al fine di fornire risultati altamente personalizzati e pertinenti. Se un utente sta cercando Australia è probabile che voglia informazioni relative alla nazione, magari come arrivarci e quali sistemazioni trovare. Ma se l’utente in questione è solito cercare informazioni sui film allora la probabilità che cercasse informazioni sul film Australia piuttosto che sulla nazione.
Queste funzionalità fanno parte della strategia a lungo termine di Microsoft per consentire a Bing di fornire risultati sempre più personalizzati in funzione delle esigenze degli utenti. E questo risultato non potrà mai essere raggiunto se non grazie all’integrazione delle informazioni reperite dagli algoritmi di ranking dei motori di ricerca con quelle dei social network.
Ma Microsoft non si muove solo nell’ambito della ricerca “classica” per migliorare il suo prodotto. Le mappe di Bing hanno ricevuto in questi ultimi due anni un’enorme impulso sia dal punto di vista delle funzionalità che dal punto di vista delle API messe a disposizione degli sviluppatori. Non a caso sono state scelte da Facebook per supportare la nuova Timeline (per informazioni potete leggere Facebook e il social network di Microsoft).
La sezione Bing Video ha recentemente visto aumentare il numero di risultati grazie all’integrazione con la piattaforma Hulu e ai continui sforzi di Microsoft tesi a sottoscrivere accordi che consentano al motore di ricerca di inserirsi anche nel mercato monopolizzato da YouTube.
Sono stati aggiunti importanti tasselli al fine di garantire all’utente un percorso più facile e graficamente piacevole per reperire le informazioni: Bing Travel ne è un esempio lampante. Con pochissimi click sarà possibile trovare un biglietto aereo, un albergo, prenotare una macchina o una vacanza completa.

La sezione per i webmaster, una volta scarna e priva di funzionalità rilevanti, è stata implementata al fine di migliorare il supporto ai proprietari e/o gestori dei siti. Da agosto 2011 inoltre sono stati integrati i dati di traffico da Yahoo all’interno dei report e l’interfaccia è stata tradotta in più di 40 lingue.

Ma è anche fondamentale vedere come Microsoft si prodiga per stringere accordi di partnership con soggetti terzi al fine di rendere Bing il motore di ricerca di default per i termine inglesi: è solo di agosto la notizia dell’accordo con Baidu per gestire la cifra considerevole di 10 milioni di ricerche al giorno in inglese provenienti dalla Cina.
E’ importante sottolineare come Microsoft fosse l’unica società al mondo in grado di poter competere con Google per capitali a disposizione, competenze in ambito di servizi internet e di sviluppo e possibilità di integrazione del proprio search engine in una moltitudine di dispositivi.
Yahoo non solo non possedeva i capitali necessari ad aumentare il proprio market share ma non aveva alcuna possibilità di imporre il proprio motore di ricerca su telefoni e console. Microsoft è l’unica che può, e lo ha già fatto, integrare Bing all’interno di console di gioco (Xbox), telefoni cellulari (Windows Phone 7.5) e sistemi operativi per desktop e server (Windows 7/8 e Windows Server).
Il business di Bing è funzionale ai piani di Microsoft per il futuro e non sono molte le realtà disposte a perdere quasi 6 miliardi di dollari nel tentativo di raggiungerli.
Ma alla fine Bing funziona?
Bing rappresenta certamente il nuovo inizio di Microsoft nel settore dei search engine e per quanto è stato fatto finora il giudizio non può che essere positivo. Non stiamo semplicemente illustrando un nuovo look per il vecchio motore di ricerca e nemmeno una rivisitazione in classico stile BigM di un prodotto ormai senza futuro: per la prima volta Microsoft mette in campo una valida alternativa a Google non semplicemente sul fronte della ricerca web ma introducendo nella competizione nuove aree di interesse rimaste sinora inesplorate o semplicemente ai margini.
Come ogni lavoro umano Bing è ampiamente perfettibile ma i presupposti non mancano: la completa sostituzione a breve di Yahoo con Bing porterà quest’ultimo a raffinare l’algoritmo di ranking a fronte di un numero di ricerche sempre maggiori attivando un volano tecnologico che finora non aveva consentito a Live di essere preso in seria considerazione da nessuno.
I numerosi accordi che Microsoft ha recentemente stipulato, non ultimo quello con HP che prevede l'installazione di default della Bing Bar e di Bing come strumento di ricerca predefinita su tutti i computer venduti, consentiranno a Bing di uscire dall'anonimato per farsi quantomeno conoscere dal grande pubblico.
L’introduzione di Bing nel mercato e la sua conseguente diffusione spingeranno sicuramente Google a un rinnovamento tecnologico che negli ultimi anni, grazie anche alla posizione dominante, forse non ha ricevuto la spinta che meritava (e le recenti piccole ma tangibili migliorie che il colosso di Mountain View ha reso disponibili al grande pubblico sono un passo verso questa direzione).
Il motore “decisionale” Bing è ancora in fase embrionale, nonostante abbia ormai compiuto due anni, ma la direzione non può che essere quella corretta e il risultato degli sforzi sinora effettuati è ottimo. Gli utenti, per la prima volta da diversi anni, fatto anomalo quando si parla di web, hanno una valida alternativa per effettuare ricerche sul web.
Il futuro ci potrà rivelare se i nostri figli potranno indifferentemente "googlare" o "bingare" oppure se le cose rimarranno essenzialmente immutate... cosa quasi impossibile nel mondo dell'IT.